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Uso dei materiali
Per HP, innovazione dei materiali significa riduzione dell'impatto ambientale dei materiali che selezioniamo o utilizziamo già per i nostri prodotti. Questa innovazione spesso si allinea con l'obiettivo di ridurre i materiali e i costi di riciclo. HP prende in considerazione tre aspetti dell'innovazione dei materiali:

La sostituzione ed eliminazione dei materiali

Possiamo sostituire o eliminare le sostanze problematiche rispetto a requisiti dei clienti (compresi i criteri di eco-compatibilità che considerano importanti) e a requisiti legislativi oppure perché crediamo che si tratti di un'azione appropriata.
  • A volte, i clienti ci incoraggiano a sostituire i materiali utilizzati nei nostri prodotti. Ad esempio, alcuni ci hanno richiesto di rimuovere le sostanze ignifughe non bromurate presenti nelle parti in plastica esterne dei nostri prodotti. Abbiamo rimosso la maggior parte di queste sostanze più di dieci anni fa e nel 2006, con un'unica eccezione a breve termine, abbiamo raggiunto l'obiettivo di rimuovere le rimanenti sostanze ignifughe bromurate dalle parti in plastica esterne in tutti i nuovi modelli di prodotti HP introdotti dopo il 31 dicembre 2006. Un altro esempio è costituito dal PVC, che abbiamo eliminato dalla maggior parte dei nostri prodotti diversi anni fa e che nel 2006 abbiamo rimosso dalla progettazione dei nuovi packaging di prodotti HP.
  • Anche le leggi relative al controllo delle sostanze pericolose, quali la direttiva Restriction of Hazardous Substances (RoHS) dell'Unione Europea e il J-MOSS del Giappone, prevedevano la sostituzione di materiali. Nel 2006, abbiamo ottenuto la conformità con queste normative (vedere la sezione relativa agli obiettivi) per centinaia di migliaia di parti hardware, sostituendo i nuovi materiali in molti di essi, e nel contempo sviluppando numerosi standard HP e di settore per garantire che questi prodotti soddisfino le aspettative dei nostri clienti per quanto riguarda le prestazioni, la qualità e l'affidabilità.
  • HP supporta inoltre un approccio di tipo precauzionale, in base al quale ci impegniamo a sostituire un materiale quando i dati scientifici stabiliscono un potenziale rischio per la salute o l'ambiente, anche se il suo uso è legalmente consentito. Prima di sostituire un materiale per questo motivo, identifichiamo un'alternativa che presenti un impatto ambientale inferiore e soddisfi i nostri requisiti di qualità e costo. Ad esempio, nel 2006 abbiamo sostituito le vernici basate su solventi per alcune delle nostre workstation e dei nostri televisori digitali. Le vernici a base d'acqua che utilizziamo al momento evitano le emissioni di vapore organico durante il processo di rivestimento e rendono più facile il riciclo dei materiali plastici che utilizzano queste vernici.
  • Collaboriamo con il settore dell'elettronica e con i fornitori affinché introducano nuovi materiali quando non esistono ancora delle alternative. Ad esempio, siamo ancora alla ricerca di alternative ai cavi e ai fili rivestiti in PVC, oltre che soluzioni sostitutive per il tetrabromobisfenolo (TBBPA) sulle schede di cablaggio stampate.
  • Preferiamo progettare prodotti che eliminino la necessità di materiali problematici, anziché sostituirli con una sostanza con un impatto ambientale inferiore.

Conformità di HP con le direttive "Restriction of Hazardous Substances” (RoHS)

HP si impegna a ottenere la conformità con tutte le leggi e le normative vigenti. HP ha già soddisfatto i requisiti di diverse normative RoHS attualmente in vigore. Abbiamo anche soddisfatto il nostro obiettivo interno di eliminare le sostanze indicate nella direttiva RoHS o di ridurle ai livelli specificati dall'Unione Europea praticamente per tutti i prodotti elettronici a marchio HP in tutto il mondo, a eccezione dei casi in cui sia ampiamente riconosciuto che non esiste un'alternativa tecnicamente fattibile, come indicato da una deroga della Direttiva Europea RoHS.

HP è conforme ai requisiti di etichettatura indicati dalle direttive RoHS dell'Unione Europea, RoHS del Giappone (o J-MOSS), SB20 della California e RoHS della Cina (fase I). HP continua a pianificare una legislazione simile in altre giurisdizioni ed è pronta a soddisfare tutti gli eventuali requisiti aggiuntivi che verranno stabiliti.

La Direttiva Europea RoHS limita l'utilizzo di determinate sostanze (piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente e delle due sostanze ignifughe PBB e PBDE) nei prodotti di elettronica. HP aveva già provveduto a limitare quattro delle sostanze vietate dalla Direttiva Europea RoHS prima del 1999 e garantisce che tutte le sostanze da essa regolamentate sono vietate in tutti i prodotti hardware HP. Il ritardante di fiamma decaBDE era stato inizialmente vietato dalla direttiva RoHS, ma è stato successivamente reintegrato. HP ha eliminato l’uso del decaBDE da molti anni e non prevede di ripristinarlo.
» Dichiarazione di conformità alla Direttiva Europea RoHS (PDF 29kb)
» Dichiarazioni sui materiali J-MOSS/JIS-C-0950
» Conformità con la direttiva RoHS della Cina

Conformità di HP con la Direttiva Europea REACH (Registration, Evaluation, Authorisation, and Restriction of Chemicals)

La Direttiva REACH è una nuova normativa dell'Unione Europea che entrerà in vigore il 1 giugno 2007, con scadenze pianificate fino al 2018. Scopo della Direttiva REACH è di migliorare la protezione della salute umana e dell'ambiente e di aumentare la competitività dell'industria chimica europea.

La Direttiva REACH sostituisce la legislazione dell'Unione Europea relativa al settore chimico con un sistema unico per tutte le sostanze chimiche, sia "nuove" che "esistenti". Conferisce all'industria una maggiore responsabilità per quanto riguarda la valutazione delle proprietà delle sostanze chimiche, la gestione dei rischi per la salute e l'ambiente e la comunicazione delle informazioni a fornitori e utenti. La Direttiva REACH richiede inoltre la sostituzione progressiva della maggior parte delle sostanze pericolose nel caso siano state identificate delle alternative adatte.

HP supporta l'obiettivo complessivo della Direttiva REACH di migliorare la protezione della salute umana e dell'ambiente. La politica di HP è da tempo quella di offrire prodotti e servizi che siano sicuri da utilizzare ed eco-compatibili lungo l'intero ciclo vitale. HP soddisferà i requisiti della Direttiva REACH e si impegna a fornire ai propri clienti le informazioni relative alle sostanze chimiche presenti nei propri prodotti come richiesto per la conformità REACH. HP sta collaborando con l'industria e il governo per raggiungere un sistema attuabile che consenta di raggiungere gli obiettivi della Direttiva REACH e con i fornitori per garantire che i prodotti HP siano conformi con questa legislazione.
» Dichiarazione di conformità alla Direttiva REACH

Attuazione

Per ottenere la sostituzione e l'eliminazione dei materiali nei prodotti, HP e i propri fornitori devono disporre di processi di controllo efficienti sia per la progettazione che per la produzione dei prodotti, al fine di garantire che vengano utilizzati solo i materiali conformi e che vengano soddisfatte le specifiche di HP. Comunichiamo le limitazioni relative ai materiali ai nostri team di progettazione e ai nostri fornitori produttivi per mezzo del documento General Specification for the Environment (GSE), che proibisce o limita l'utilizzo di determinate sostanze nei prodotti HP e nei processi produttivi. Il GSE è integrato nel nostro processo di sviluppo prodotti e nei contratti con i fornitori come parte delle nostre condizioni contrattuali standard.

I fornitori devono consegnare a HP materiali, componenti, parti e prodotti che siano conformi al GSE, come specificato nei contratti, nei disegni hardware e nelle specifiche tecniche. Inoltre, i fornitori devono fornire una dichiarazione firmata di verifica della conformità con la Direttiva RoHS.

Verifica attiva

I fornitori sono responsabili della consegna a HP di materiali, componenti, parti e prodotti che siano conformi al GSE, come specificato nei contratti, nei disegni hardware e nelle specifiche tecniche. HP si basa sulla cosiddetta "Verifica attiva" (Active Verification) per garantire che nei propri prodotti siano rispettate le limitazioni sui materiali. Il processo di garanzia della conformità ambientale dei prodotti deve essere integrato nel processo di progettazione e produzione e non può semplicemente essere "testato" alla fine del processo. I fornitori e i relativi sub-fornitori devono garantire che materiali non conformi non entrino nel processo produttivo e che vengano utilizzati processi conformi. L'implementazione di questa filosofia da parte di HP è illustrata di seguito.
Verifica attiva
Il processo di verifica della conformità HP si basa su quattro fasi fondamentali:
  1. Dichiarazione e monitoraggio della conformità. HP comunica ai fornitori i requisiti di conformità. I fornitori dichiarano che tutti i materiali inviati a HP sono conformi. HP effettua il monitoraggio e la documentazione delle informazioni sulla conformità dei fornitori.
  2. Verifica dei processi dei fornitori. HP verifica i processi di gestione della conformità dei fornitori e corregge le eventuali inadeguatezze.
  3. Convalida dei dati dei fornitori. HP convalida le dichiarazioni sulla conformità dei fornitori per mezzo del campionamento dei dati.
  4. Esecuzione di test analitici. HP effettua l'analisi chimica dei componenti o dei materiali veri e propri, nel modo più appropriato, per convalidare le dichiarazioni di conformità dei fornitori oppure basandosi su verifiche a campione casuali.

Ognuna di queste fasi comprende l'invio di feedback al fornitore.

HP non ha ricevuto multe o sanzioni nel 2005 o nel 2006 in relazione alle leggi esistenti in materia di controllo delle sostanze.

La linea temporale elenca le sostanze che sono state limitate da HP. Inoltre, identifica le sostanze che HP sta considerando per le possibili limitazioni future dei materiali.

Linea temporale delle limitazioni/sostituzioni di materiali nei prodotti HP1

Linea temporale delle limitazioni/sostituzioni di materiali nei prodotti HP
» Scarica la linea temporale
1 Le date fanno riferimento al momento in cui le limitazioni sui materiali sono state adottate da HP. I materiali riprodotti in grigio oltre il 2007 sono stati identificati come possibili materiali problematici. La possibile limitazione futura di questi materiali dipende in parte dalla definizione di materiali alternativi accettabili.

Materiali con limitazioni

Asbesto: non deve essere presente nelle parti, nei componenti, nei materiali o nei prodotti.

Determinati coloranti azoici: non possono essere utilizzati prodotti realizzati in tessuti o pelle (ad esempio, astucci o custodie protettive) che possono essere stati sottoposti a un contatto diretto prolungato con pelle esposta.

Determinati ignifughi bromurati: non possono essere utilizzati come ignifughi nelle sostanze plastiche

Cadmio e suoi composti: il suo utilizzo è vietato ai sensi della Direttiva Europea RoHS ed esistono limiti quantitativi per il suo utilizzo nelle batterie. Il cadmio o i suoi composti non devono essere utilizzati come stabilizzatori, agenti coloranti o trattamenti di rivestimento delle superfici in parti, componenti, materiali o prodotti.

Idrocarburi clorati: non devono essere presenti nelle parti, nei componenti, nei materiali o nei prodotti.

Paraffine clorate: non possono essere utilizzate nelle vernici, nei rivestimenti e nei sigillanti, negli oli o nelle sostanze ignifughe in gomma, plastica o tessuto.

Formaldeide: non può essere utilizzata nei materiali in legno, nei mobili, nei detergenti, negli agenti pulenti o lucidanti.

Metani difenili alogenati: non devono essere presenti nelle parti, nei componenti, nei materiali o nei prodotti.

Limitazioni dei metalli pesanti nei materiali del packaging: limitazioni rigorose sull'uso di piombo, mercurio, cadmio o cromo esavalente.

Cromo esavalente/Composti di cromo esavalente: limitati in base alla Direttiva Europea RoHS.

Batterie all'acido di piombo: soggette a requisiti di test e valutazione.

Carbonati e solfati di piombo: non devono essere utilizzati in qualunque vernice applicata a parti, componenti, materiali o prodotti.

Piombo/Composti di piombo: limitati in base alla Direttiva Europea RoHS.

Piombo nei rivestimenti in cloruro di polivinile (PVC) per cavi, fili e cordoni: il contenuto di piombo non può superare i limiti specificati sia per i rivestimenti interni, sia per quelli esterni.

Batterie al litio e agli ioni di litio: soggette a test e limitazioni di quantità. Devono essere certificate come non pericolose per essere trasportate.

Mercurio: a eccezione di piccole quantità utilizzate in determinati display, lampade e batterie, non deve essere contenuto in qualunque parte, materiale, componente o prodotto.

Batterie all'ossido di mercurio: non possono essere utilizzate nei prodotti HP.

Nichel: non devono essere utilizzate finiture sulla superficie esterna di qualunque prodotto elettronico portatile progettato per essere tenuto in mano o trasportato frequentemente dall'utente.

Sostanze nocive all'ozono: non possono essere impiegate nei processi produttivi o utilizzate nei prodotti HP.

Bifenili polibromurati (PBB, Polybrominated Biphenyls) ed eteri di bifenili polibromurati (PBBE, Polybrominated Biphenyl Ethers)/ossidi di bifenili polibromurati (PBBO, Polybrominated Biphenyl Oxides): non possono essere utilizzati nelle sostanze ignifughe per le parti in plastica.

Bifenile policlorato (PCB, Polychlorinated Biphenyl) e terfenile policlorato (PCT, Polychlorinated Terphenyls): non possono essere utilizzati nei prodotti HP.

Cloruro di polivinile (PVC, Polyvinyl Chloride): a eccezione di fili e cavi e alcune confezioni per la vendita al dettaglio, è stato volontariamente eliminato dalla maggior parte delle applicazioni.

Sostanze radioattive: non devono essere presenti nelle parti, nei componenti, nei materiali o nei prodotti.

Tetrabromobisfenolo A (TBBP-A, Tetrabromobisphenol A), un ignifugo bromurato che verrà eliminato dalle parti esterne di tutti i nuovi prodotti a marchio HP introdotti dopo il 31 dicembre 2006.

Stagno tributile (TBT, Tributyl Tin), stagno trifenile (TPT, Triphenyl Tin), ossido di stagno tributile (TBTO, Tributyl Tin Oxide): non devono essere presenti nelle parti, nei componenti, nei materiali o nei prodotti.

La riduzione della quantità dei materiali

HP si impegna a utilizzare meno materiale nei prodotti servendosi di una migliore progettazione e delle evoluzioni tecnologiche. Ad esempio, i prodotti HP All-in-One che combinano stampanti, scanner, copiatrici e fax in un'unica unità possono ridurre l'utilizzo di materiali fino al 40% rispetto ai singoli dispositivi che li compongono.

Man mano che le vendite di prodotti HP sono passate dai PC ai notebook e dai monitor CRT (Cathode Ray Tube) ai modelli a schermo piatto, l'utilizzo dei materiali per unità è diminuito. Un normale monitor a schermo piatto utilizza poco più della metà del peso dei materiali rispetto a uno schermo CRT convenzionale e richiede circa il 60% di energia in meno. La differenza di peso tra i PC e i notebook è ancora più significativa: di solito si tratta di una riduzione dell'80%. Un notebook con un monitor aggiuntivo a schermo piatto rappresenta solo un terzo del peso di un PC con un monitor CRT. Queste dimensioni ridotte consentono di risparmiare circa un terzo del peso del packaging e riducono il consumo di energia necessaria per il trasporto ai clienti.

I materiali innovativi e riciclati

HP collabora con i fornitori per identificare i materiali in grado di ridurre l'impatto ambientale dei prodotti HP e dei clienti.

Valutiamo il ciclo di vita totale, l'impatto ambientale e il costo di qualunque nuovo materiale e ci impegniamo per identificare dei materiali sostitutivi che offrano un impatto totale inferiore sull'ambiente e sulla salute rispetto a quelli che rimpiazzano. Talvolta può essere difficile soddisfare la richiesta di nuovi materiali, poiché è possibile che su essi non siano state effettuate le ricerche approfondite svolte invece per i materiali esistenti. Ad esempio, non siamo ancora sicuri dei materiali utilizzabili per sostituire il PVC nei cavi e nei fili. La gomma termoplastica/elastomero termoplastico (TPR/TPE, Thermoplastic rubber/elastomer) e gli ibridi derivati dal polietilene sono materiali emergenti ma non ancora sufficientemente sviluppati per un impiego su vasta scala. Le valutazioni sull'impatto ambientale a lungo termine e l'approvazione della sicurezza per questi materiali devono ancora essere finalizzate.

HP è dotata di un'estesa rete di riciclo, che costituisce una fonte potenziale di materie plastiche riciclate per l'utilizzo in nuovi prodotti. Anche se il desiderio di HP è quello di sfruttare questa possibilità, il suo potenziale è limitato per diverse ragioni. La difficoltà principale è costituita dal fatto che la maggior parte delle materie plastiche riciclate contiene sostanze che abbiamo eliminato dai nostri prodotti attuali. Inoltre, le materie plastiche miscelate non offrono le proprietà meccaniche necessarie per l'utilizzo nei nuovi prodotti HP ed è difficile separare materie dissimili durante il riciclo per produrre un materiale omogeneo. Infine, dei vincoli di carattere logistico limitano la nostra capacità di mobilitare grandi volumi di materiale dalle aree in cui viene effettuato il riciclo alle aree in cui viene realizzata la maggior parte dei nostri prodotti. Quella del riciclo è un'area in cui cerchiamo continuamente di migliorarci.

Il futuro

Continuiamo a ridurre l'impatto ambientale dei materiali dei nostri prodotti, con l'input del nostro nuovo Stakeholder Advisory Council. Stiamo insegnando ai nostri clienti l'importanza dell'impatto ambientale dei nostri prodotti, comprese le scelte dei materiali.

Diversi paesi stanno sviluppando delle normative simili alla Direttiva Europea RoHS. Collaboriamo con organizzazioni di settore come la American Electronics Association e la European Information and Communications Technology Association per incoraggiare degli approcci armonici, e partecipiamo attivamente allo sviluppo di una legislazione simile alla Direttiva RoHS in Cina. I legislatori ci chiedono sempre di più di condividere i dettagli dei nostri programmi di verifica, come esempio di best practice di settore.

Una tendenza globale nelle normative relative ai materiali consiste nel passare dal garantire che alcune sostanze specifiche non facciano parte di un prodotto (come accade ad esempio nella Direttiva Europea RoHS) al riferire che sono presenti delle specifiche sostanze (come accade nella Direttiva Europea REACH). Questa tendenza richiederà una raccolta dati significativa e dei processi di aggregazione lungo l'intera supply chain. HP sta valutando diversi approcci per rispondere a questa tendenza.

Altre informazioni:
» Obiettivi nell'uso dei materiali
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